TESSITURA

STORIA DELLA BACHICOLTURA 

Nella nostra Regione l'introduzione della bachicoltura e della lavorazione della seta risale al XIV secolo, ma solo verso la metà del '700 assume diviene rilevante nella Provincia di Udine.
Accanto alle grandi aziende condotte a sistema capitalistico, esiste infatti un grande numero di piccole aziende dirette da famiglie contadine. Nel territorio collinare nel 1886 erano attive delle filandre a vapore a Caporiacco, Dignano e Martignacco e successivamente anche a Mels di Colloredo di Monte Albano.
Nel 1884 nacque l'Associazione fra proprietari bachicoltori di Fagagna, dalla quale ebbe origine un Osservatorio Bacologico, il cui compito era quello di confezionare il seme da distribuire tra i soci con criterio della buona pratica e della scienza. Il seme veniva confezionato incrociando la razza gialla con quella bianca giapponese.

Nel 1888 in Friuli la produzione di bozzoli è di circa 1.800.000 chili e gli opifici per la lavorazione della seta sono 154 con oltre 154 con oltre 6.600 adetti, 4.500 dei quali sono donne. Nel 1914 il numero scende ad 80, di cui soltanto sei era possibile difinirli tecnologicamente moderni. 
Il mercato ebbe poi una repentina crisi dopo la Seconda Guerra Mondiale con l'avanzare delle fibre sintetiche e la crisi della produzione fu seguita da tentativi di eliminare anche i gelsi. Il 30 novembre 1948 il Prefetto di Udine emana il decreto dove si vietava l'abbattimento delle piante di gelso e se nel caso fosse stato necessario per malattia dell'albero, quest'ultimo andava sostituito. 
Il gelso è un elemento ricorrente nel paesaggio agreste collinare sia come fonte di alimentazione per il baco da seta, sia per la sua funzione in passato di delimitazione dei confini. Le specie di gelso coltivate in Friuli erano diverse:
gelso comune a foglie grandi, gelso veronese a foglia grande ma intagliata e gelso delle Filippine a foglia grandissima.

   


DAL BACO DA SETA AL FILO DA TESSERE 

La seta è una fibra tessile che si ricava dai bozzoli del baco da seta. Per il raggiungimento della fibra bisogna passare per tre fasi fondamentali:

  1. COLTIVAZIONE DEI BACHI                           
  2. TRATTATURA
  3. TORCITURA
Quando in primaver si schiudono le uova dei bachi, essi misurano circa 3 millimetri. Per sei settimane si nutrono di foglie da gelso fino a raggiungere i 9 centimetri di lunghezza.
A questo punto sono pronti per formare il loro bozzolo: esso sarà lungo circa 1 chilometro e servirà poi per tessere.
Si procede quindi con la seconda fase, dove il filo deve essere srotolato. Per riuscire in questa attività bisogna prima suddividere i bachi per colore e poi in base al diametro del filamento. A questo punto verranno immersi in acqua quasi bollente per dipanare il filamento. 
Si strofina il bozzolo con una spazzola per liberare il capofila e con l'aspo (macchinario specifico) i filamenti vengono avvolti in un unico filo del diametro desiderato per formare la matassa. Solitamente per un filo servono dai 3 ai 10 filamenti.

Viene poi utilizzato il torcitoio per imprimere ai fili di seta una torsione tale da evitare lo sfaldamento trasferendoli dall'aspo ai rocchetti.
La seta ora è pronta per essere utilizzata per la produzione dei tessuti. 


ARTE DELLA TELA 

 Progetto per lo studio e la riscoperta dell'arte tessile 

Laboratori di Tessitura - Corsi di base e di approfondimento a cura di Carmen Romeo

Programma: Studio e rielaborazione in chiave contemporanea dei tessuti tipici della tradizione di Fagagna e del Friuli

Tecniche: Tessuti uniti, piccoli operati, scozzesi, tele doppie e doppie alternate, buratto, arazzo, tappeto.

Telai: a pettine liccio, a licci ed a ratiera



DOVE POTETE TROVARCI:

Palazzo della Comunità 
Via Castello di Fagagna, 66
33034 Fagagna UD 
Italia

PARTECIPA AI NOSTRI CORSI

ORARIO dei CORSI:

Lunedì 09-12
Mercoledì 18-21
Giovedì 16-19
CORSI INTENSIVI: 
- da giovedì 13 a lunedì 17 giugno
- da giovedì 20 a lunedì 24 giugno